Il punto di vista di un gruppo ospedaliero privato, con sedi in diverse regioni: ecco a cosa serve un Centro di Competenze Digitali

Digitalizzare una struttura sanitaria, per assecondare una pressione dettata dall’emergenza Covid e dalla necessità di diminuire – il più possibile – i contatti tra medico e paziente.

Sembra già difficile….ci sono mille elementi da tenere in considerazione….

….occorre infrangere aspetti culturali e consuetudini che sopravvivono nella quotidianità della clinica da oltre 50 anni….

…..è necessario convincere medici e infermieri nel processo di cambiamento….

….ci sono fornitori da selezionare, da controllare e valutare….

…ma, soprattutto, occorre far fronte alla responsabilità di produrre documenti digitali, opponibili a terzi e capaci di proteggere l’operato del personale contro qualsiasi attacco legale.

Quando poi ti trovi a gestire il reparto “IT” di un gruppo ospedaliero con più sedi, distribuite in differenti regioni e con diverse regole, allora la missione diventa ancora più ardua.

In questa situazione si è trovato Valerio Quatrini, uno degli ospiti dei Digital Days che racconterà la sua esperienza di questi anni – ed in particolare dell’incredibile anno 2020 – sul fronte della digitalizzazione clinica.

Eidas, Cad, Agid…quasi 250 normative da rispettare quando passi dalla carta al digitale

Per Valerio la mancanza di certezze in ambito normativo è uno degli elementi bloccanti nel percorso decisionale che porta una proprietà aziendale, come quella del Gruppo INI, ad investire sul digitale.

Quando poi le assurde circostanze della vita ti portano a dover spingere il piede sull’acceleratore, laddove prima era costantemente posizionato sul pedale del freno, ti trovi a dover fare i conti – in pochissimo tempo – con tutte le decisioni rimandate in passato.

“Le software house attuano sicuramente grandi sforzi per rimanere aggiornate. Il fatto di collaborare con tante realtà diverse le porta, fisiologicamente, ad un aggiornamento costante dei loro sistemi e dei loro prodotti. Ma un conto è adeguare i software sulla base delle norme che via via scopri durante il lavoro sul campo, un altro conto è avere un pool di persone capaci di certificare i tuoi processi aziendali, e di assumersi – nel tempo – le responsabilità della loro sicurezza normativa, ed il loro adeguamento. Anche da un punto di vista contrattuale”.

Durante la sua carriera, ed in particolare nell’ultimo anno, Valerio ha ben compreso l’importanza di scindere i due ambiti della digitalizzazione:

  • l’ambito di prodotto, ovvero la tecnologia applicata ai vari gestionali che servono ad una struttura per digitalizzare la produzione
  • l’ambito della Digital Compliance, ovvero tutto ciò che concorre a rendere la produzione ben documentata e solida sul fronte legale, in cui rientrano ANCHE alcuni aspetti tecnologici, come la gestione delle identità digitali di medici e infermieri, gli automatismi di firma digitale e di conservazione….ma soprattutto, la semplificazione di tutti gli aspetti che compongono la cosiddetta burocrazia digitale.

Ma in cosa consiste l’intervento e l’analisi di una corretta Digital Compliance?

Te lo racconterà Valerio Quatrini nell’arco del suo attesissimo intervento ai Digital Days Focus Sanità.

Perché è fondamentale per te ascoltare il suo intervento?

Perché l’intervento di Valerio rappresenta il punto di vista di chi sta dalla parte “attiva” della barricata. Cioè dalla parte dell’organizzazione clinica, e dei sistemi informativi ospedalieri.

Il suo ruolo consiste, anzitutto, nel prendere decisioni e responsabilità

E quale responsabilità è superiore a questa? Garantire, negli anni, la creazione di un patrimonio documentale capace di proteggere la clinica contro ogni forma di aggressione legale, contenzioso e verifica ispettiva?

Sono scelte che avranno un impatto ENORME, perché si ripercuotono su un arco temporale estremamente lungo.

Pensa, ad esempio, alle cartelle cliniche, all’obbligo di tenerle conservate “per sempre”.

Capisci bene che le scelte prese da Valerio oggi possono avere un riverbero che durerà nei decenni della storia del gruppo per il quale lavora oggi.

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  • Quali competenze devi cercare sul mercato, insieme – ed oltre – a quelle delle software house, prima di trovarti ad investire budget ingenti in digitalizzazione, per poi scoprire di aver costruito un patrimonio documentale inconsistente, privo di valore legale e incapace di proteggere i legali rappresentanti contro l’attacco di studi legali a caccia di “non conformità” nelle cartelle cliniche e nella documentazione sanitaria

 

  • Come evitare di rimanere imballati nella burocrazia digitale, perdendo tempo nell’applicare firme digitali ad ogni documento, causando la perdita di fiducia nel processo da parte del personale medico (che, per tutta risposta, troverà il modo di aggirare gli ostacoli e infrangere il modello organizzativo, pur di non perdere tempo con sistemi farraginosi)

 

  • L’ importanza di avere, al proprio fianco, un Centro di Competenze Digitali preparato ad assumersi – contrattualmente – le responsabilità legali connesse alla Digital Compliance, esattamente come il commercialista si assume la responsabilità di mantenere in ordine la contabilità fiscale di un’azienda

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….e puoi credermi se ti dico che, anche pagando quella cifra, i contenuti dei due giorni ti ripagheranno ampiamente dell’investimento….

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